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Cita questo articolo come: Canato, Martina Ludovica. 2020. «Tra dubbi e realtà: come la scuola si rinnova in Italia». Humanities for Change (blog), 30 ottobre 2020. https://bembus.org/2020/10/30/tra-dubbi-e-realta-come-la-scuola-si-rinnova-in-italia/.

L'incremento dell'utilizzo degli strumenti digitali nella scuola è un tema ormai assodato, ma ancora altamente dibattuto. Chi scrive appartiene alla generazione di studenti che hanno pionieristicamente sperimentato le innovazioni introdotte dalla “riforma Gelmini”, che incoraggiava l'uso nelle aule scolastiche delle cosiddette LIM (Lavagne Interattive Multimediali). La mia classe fu una delle prime a riceverla già al primo anno di ginnasio e rappresentò un “osservato speciale”, dal momento che, al termine del quinquennio, avrebbe testimoniato i frutti di un insegnamento diverso, più dinamico, digitale. Va ammesso che – sebbene la maggior parte dei miei docenti non abbia sentito mai il bisogno di accenderla – essa fu molto sfruttata dalla mia docente di greco e latino, che ci dimostrò come fare ricerche all'interno degli archivi digitali dei grandi corpora di letteratura classica e ci introdusse all'uso dei programmi con cui elaborare dati e presentazioni. Anche se non fu di immediata spendibilità ai fini dei nostri studi liceali, tutto questo diede forma, sul lungo periodo, a una lezione anticipata sull'uso delle risorse digitali, la cui utilità ho potuto capire appieno solo durante il mio percorso universitario.

Oggi, a cinque anni dalla maturità, mi rendo conto che il panorama è molto cambiato: quello che all'epoca sembrava uno strumento rivoluzionario è ormai divenuto datato, le sfide che docenti e alunni devono affrontare per stare al passo con il progresso tecnologico sono diverse e anche le critiche all'uso di questi strumenti sono mutate. Appare ormai chiaro e inconfutabile che chi non riesce ad adeguarsi alle nuove tecnologie diventa un outcast e rimane tagliato fuori da un sistema che avanza inesorabile e non transige rallentamenti.

Non intendo parlare della questione relativa all'uso della didattica a distanza, perché affrontare un tema così dibattuto presupporrebbe la presa di posizione di fronte a un argomento troppo sensibile e troppo vasto per essere adeguatamente sviscerato nel corso di un singolo articolo. Essa, essendo il frutto di una situazione eccezionale, mi auguro rappresenti una soluzione transitoria, che non saremo mai più costretti ad adottare. Mi limiterò quindi a tracciare una panoramica delle ultime innovazioni tecnologiche introdotte all'interno degli ambienti scolastici, rilevando le nuove possibilità di apprendimento che le generazioni come la mia non hanno avuto l'occasione di sfruttare.

Children with a LIM

Scuola e digitale

Nella scuola italiana tutto sta cambiando: i docenti sono sempre più connessi e ben disposti ad adattarsi alle nuove tecnologie, delle quali comprendono l'imprescindibilità. Ma tutti gli strumenti che stanno entrando nella scuola, a partire da tablet e lavagne multimediali fino agli elementi di robotica, sono solo un modo per rendere più interattive le lezioni o sono anche un mezzo per far conoscere ai ragazzi i meccanismi più profondi del web e delle nuove tecnologie? Non è forse necessario che la scuola educhi a una cittadinanza digitale, spiegando ai ragazzi quali sono i diritti, i doveri e i rischi derivanti dall'uso di questi strumenti? Queste sono le domande fondamentali da cui bisogna partire. In un mondo come il nostro, in cui l'interazione con la rete e le piattaforme digitali è all'ordine del giorno, la necessità di formare competenze digitali all'avanguardia non può essere in nessun modo ignorata. La possibilità che molti dei bambini che oggi frequentano la scuola primaria un giorno svolgano un lavoro che non è ancora stato inventato non può non portarci a comprendere la necessità di fornire, già in età precoce, gli strumenti adatti per formare futuri cittadini che sappiano usare la tecnologia in maniera competente, consapevole e creativa. Ovviamente questo discorso non può essere affrontato senza pensare a insegnanti convinti della necessità di spiegare ai ragazzi un uso responsabile delle nuove tecnologie.

Tuttavia, decidere per conto di un insegnante nell'introduzione del digitale nella didattica significa lanciarsi in una imprevedibile corsa agli ostacoli, quali la connettività, la presenza o meno di strumenti digitali dentro le scuole, il divieto che impedisce ai ragazzi di usare la tecnologia negli istituti scolastici, oltre alle diffidenze ancora presenti nel parlare di didattica digitale (che spesso si pensa possa compromettere le capacità di apprendimento dei ragazzi). Ma se lo scopo della didattica è trasmettere agli studenti degli strumenti concettuali grazie ai quali comprendere e modificare le categorie del reale di modo da formare persone competenti e in grado di rielaborare in maniera autonoma i dati appresi, come possiamo comportarci di fronte a una realtà sempre più digitalizzata? Educando le nuove generazioni di studenti all'uso consapevole delle nuove tecnologie, cosicché le intendano non come strumenti passivi per agevolare l'assimilazione delle informazioni, ma come mezzi inediti di cui servirsi per agire sulle categorie del reale, modificando e manipolando i dati e le teorie possedute in maniera innovativa.

Risulta allora necessario che l'uso di questi strumenti venga inscritto all'interno di un progetto educativo ben preciso, così da evitare che sfoci in un abuso scellerato e incontrollabile. Per evitare che l'uso delle tecnologie educative porti all'assuefazione, bisogna che esse siano intese come possibilità per creare dei contenuti in maniera alternativa a quella tradizionale, e non siano invece considerate come mezzi per recepirli passivamente o come ostacoli alla loro comprensione.

Davide Tonioli, laureato in filosofia e responsabile del social network didattico Fidenia, parla di scuola, cultura e realtà digitale

Educazione alla cittadinanza digitale

La scuola dovrebbe uscire dall'insistenza sui temi meramente negativi e cominciare ad aprirsi con fiducia al cambiamento, spiegando ai ragazzi quali sono i rapporti esistenti tra vita reale e virtuale e insegnando un uso equilibrato di questi dispositivi. Il digitale rende possibili e funzionali molte realtà espressive che fino a poco tempo fa non esistevano: oggi si possono creare le presentazioni multimediali, si possono utilizzare gli e-book, le immagini interattive, i contenuti ipertestuali, solo per menzionarne alcune. In quest'ottica allora il digitale deve essere percepito non come un ostacolo, ma come un'opportunità per ampliare le possibilità di espressione individuale. Solo permettendo agli studenti di sfruttare le potenzialità incredibili che il digitale offre le nuove generazioni potranno diventare creatrici di nuovi contenuti e non semplici fruitrici. Fornire ai ragazzi queste risorse, incoraggiandone un uso creativo e consapevole, mi sembra uno splendido regalo per le generazioni di studenti che questo periodo di incertezza e crisi sanitaria ha fortemente penalizzato.

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