Skip to main content

Cita questo articolo come: Segafreddo, Arianna. 2020. «Soft skills e letteratura: un connubio possibile?». Humanities for Change (blog), 27 novembre 2020. https://bembus.org/2020/11/27/soft-skills-e-letteratura-un-connubio-possibile/.

«Quali sono i suoi punti di forza? E quelli di debolezza? Mi parli di lei». Sono queste le tipiche domande che ci attendono ad un colloquio di lavoro oggigiorno e per cui spesso rispondiamo in modo errato, perché impreparati. La pervasività e la radicale modificazione della comunicazione dettata dalle tecnologie negli ultimi anni hanno comportato enormi cambiamenti anche in campo lavorativo, imponendo alle aziende la riorganizzazione delle figure professionali ricercate e l'introduzione delle soft skills, qualità di difficile misurazione oggettiva e assai complesse da acquisire. Queste competenze trasversali sono diventate essenziali per determinare la performance individuale e sono in grado di differenziarci dagli altri candidati poiché – se possedute – dimostrano la capacità di essere consapevoli delle nostre abilità e di gestire noi stessi. Come poterle dunque apprendere? Può la lettura, e più in generale lo studio della letteratura, contribuire a sviluppare tali caratteristiche sempre più necessarie alle culture aziendali?

Soft skills

L'intelligenza emotiva come caratteristica distintiva

Le regole del lavoro stanno cambiando. Oggi siamo giudicati secondo un nuovo criterio: non solo in base a quanto siamo intelligenti, preparati ed esperti, ma anche prendendo in considerazione il nostro modo di comportarci verso noi stessi e di trattare gli altri.

Daniel GolemanLavorare con intelligenza emotiva, Milano, BUR Rizzoli, 1998, p. 9

È così che il noto psicologo statunitense Daniel Goleman esordisce in uno dei suoi libri più celebri, dichiarando che l’eccellenza non dipende solamente dalle conoscenze acquisite e dalle esperienze pregresse del candidato, ma dalle sue capacità e qualità personali, come il lavoro in gruppo, l’empatia e l’autocontrollo. Tali caratteristiche sono tutte competenze appartenenti dunque alla sfera dell'intelligenza emotiva e si differenziano in cinque ambiti principali: la consapevolezza delle proprie emozioni, il controllo di esse, la motivazione di se stessi, il riconoscimento dei sentimenti altrui mediante l’utilizzo dell’empatia che genera automaticamente altruismo e, di conseguenza, la gestione delle relazioni. Ai nuovi assunti quindi, viene richiesto di interagire con un sempre più crescente numero di interlocutori (Cavalieri 2020): il cliente infatti, di fronte ad un’ampia scelta, tornerà sempre da colui che è stato in grado di gestire la relazione nel modo migliore e più soddisfacente. In egual misura, un ambiente lavorativo in cui regna un clima di serenità e rispetto reciproco porta ad un maggior benessere del dipendente e, parallelamente, incrementa la parabola di ascesa aziendale; cos’è l’impresa se non una realtà comunitaria in cui ogni membro al suo interno condivide, negozia e comunica con gli altri per raggiungere obiettivi comuni?  Le soft skills permettono dunque di distinguersi dagli altri; se ben allenate consentono ad un leader di essere carismatico e ad un docente di essere empatico con i suoi alunni. Per tale motivo sono importanti: per la loro trasversalità e necessità in qualunque ambito, prima di ogni altra disciplina, oltre che per migliorare la vita personale e professionale del singolo individuo.

Goleman illustra l’intelligenza emotiva

Come allenare o acquisire le soft skills?

Essendo esse caratteristiche distintive e caratteriali dell’essere umano, è possibile che determinate competenze si possiedano già per naturale propensione del carattere o, diversamente, che non si abbiano in alcun modo e che, per questo motivo, debbano essere ottenute totalmente. Ma come? Cercando di uscire dalla nostra comfort zone, azione di non facile realizzazione. Essere consapevoli e comprendere le nostre emozioni è complicato in quanto esse derivano da un impulso biologico originato nell’amigdala, una ghiandola che risiede all’interno del nostro cervello e che è sede del nostro sistema emotivo. Per raggiungere l’acquisizione di una competenza, dunque, non dobbiamo apprendere razionalmente nozioni, ma reiterare il comportamento desiderato infinite volte, finché esso non entra a far parte della nostra quotidianità. Com'è noto, più l’uomo matura, meno il cervello diviene elastico e il cambiamento diventa più difficile, ma non impossibile. È per tale motivo che Goleman, in chiusura del libro Intelligenza Emotiva, si rivolge alle scuole ribandendo l’importanza dell’insegnamento delle competenze trasversali fin dalla tenera età.

Non c’è forse materia come questa nella quale la qualità degli insegnanti conti così tanto; il modo in cui un insegnante gestisce la classe è infatti in se stesso un modello, una lezione di fatto, di competenza emozionale o della sua mancanza. Ogni atteggiamento di un insegnante nei confronti di un allievo è una lezione rivolta ad altri venti o trenta studenti.

Daniel GolemanIntelligenza emotiva, Milano, Rizzoli, 1995, p. 323

Per questo motivo le scuole dovrebbero promuovere corsi rivolti all’"alfabetizzazione emozionale" nell’ottica di insegnare le tecniche e le strategie che un ragazzo dovrebbe adottare per comunicare con gli altri in un futuro lavorativo.  Così ribadisce nella chiusura dell’opera.

Ma data la crisi che noi e i nostri ragazzi ci troviamo a fronteggiare, e data la speranza alimentata dai corsi di alfabetizzazione emozionale, dobbiamo chiederci: non dovremmo, ora più che mai, insegnare a ogni bambino queste abilità che sono le più essenziali per la vita? E se non ora, quando?

Daniel GolemanIntelligenza emotiva, Milano, Rizzoli, 1995 p. 330

Umberto Galimberti spiega da dove nasce la mappa emotiva e il sentimento

Lo studio della letteratura per allenare l’intelligenza emotiva

Consapevolezza e pratica del comportamento migliore da adottare in ogni ambito della nostra quotidianità sono regole-chiave al fine di allenare le competenze mancanti o consolidare quelle che già fanno parte del nostro corredo comportamentale. Prendiamo a esempio l’empatia: come esercitarla? Lorenzo Cavalieri in un articolo del Sole 24 Ore, ci fornisce due suggerimenti concreti: aumentare le occasioni di confronto e interazione con chi è diverso da noi (come dedicare tempo al prossimo attraverso attività quali il volontariato o lo sport di squadra), e leggere della buona narrativa, in quanto questo esercizio attiva alcune aree cerebrali deputate a gestire le relazioni con gli altri (Cavalieri 2020). Leggere un buon romanzo infatti, porta il lettore ad immedesimarsi con il protagonista in oggetto. L’empatia è la qualità di saper ascoltare e comprendere i sentimenti degli altri e l’esercizio di lettura, valido anche per pochi minuti al giorno, provoca un senso di benessere all’individuo che lo pratica. Perciò se effettuato costantemente, quest’ultimo sarà più propenso a sviluppare l’ascolto attivo nei confronti del mondo esterno; riuscirà quindi a catturare meglio le espressioni non verbali, il tono della voce e i gesti del suo interlocutore, per poi comprenderne la situazione emotiva.

Se l’esercizio di lettura può dunque allenare una competenza specifica, lo studio della letteratura in generale favorisce l’educazione alle emozioni: il bello, l’arte, la lirica ampliano la sensibilità dell’essere umano, ne forniscono le basi per possedere un pensiero libero e autonomo. Non viene allenata solo l’empatia ma la resilienza, l’accuratezza per il dettaglio e talvolta il pensiero visionari:, questo perché l’individuo, prendendo esempio dai modelli letterari, chiarifica a se stesso l’immagine del proprio futuro ed è in grado di definire le azioni per ottenere quanto desidera. Indimenticabile e del tutto adatta alla circostanza è la lezione del Professor Keating tratta dal film L’attimo Fuggente. Questi, grazie alle azioni rivoluzionarie compiute in classe, ritiene la poesia un elemento imprescindibile per comprendere la realtà e il rapportarsi con il prossimo.

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di saper qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.

Robin Williams (nel ruolo di John Keating)L’attimo fuggente, regia di Peter Lindsay Weir, 1989

Il passo conferma come la letteratura fornisca le basi per la riflessione e l’autocontrollo e permetta di cogliere i problemi da angolature differenti. Non a caso quando si espone il pensiero di un poeta in aula, si attua una rivoluzione, un cambiamento, poiché si indica un’alternativa, un modo differente di vedere e presentare la realtà. In conclusione si intende rispondere affermativamente alla domanda iniziale. La letteratura è ausilio per lo sviluppo delle soft skills, dal momento che non impartisce solo nozioni ma permette trasversalità e comprensione delle emozioni.

Woman working on a desk

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close Menu

Wow look at this!

This is an optional, highly
customizable off canvas area.

About Salient

The Castle
Unit 345
2500 Castle Dr
Manhattan, NY

T: +216 (0)40 3629 4753
E: hello@themenectar.com