Skip to main content

Cita questo articolo come: Dalla Costa, Maria. 2021. «Cronaca del convegno "Biblioteche digitali di testi latini in Italia" (parte 1)». Bembus (blog). 12 ottobre 2021. https://bembus.org/it/2021/09/24/cronaca-del-convegno-biblioteche-digitali-di-testi-latini-in-italia/.

Metodi digitali per l’insegnamento classico e umanistico

Paolo Monella
Milano, EDUCatt, 2021, pp. 146
€ 25,50 (copertina flessibile) | ebook gratuito
Compra su Amazon (copertina flessibile)Scarica l'ebook gratuito

Lunedì 28 giugno 2021 si è tenuto in modalità telematica il convegno “Biblioteche digitali di testi latini in Italia”, occasione d’incontro e discussione sullo stato attuale della ricerca e composizione delle biblioteche digitali latine, in direzione di un progetto di archivio comune che riunisca più banche dati gratuite e attive. L'evento ha visto come partecipanti il Dipartimento di Studi Umanistici e il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il Venice Centre for Digital and Public Humanities (VeDPH), i rappresentanti della biblioteca digitale DigilibLT (Università del Piemonte Orientale), ALIM (Università di Siena), CLARIN e l'Istituto di Linguistica Computazionale "A. Zampolli" del CNR di Pisa.

Saluti istituzionali

Apre la giornata di studi Tiziana Lippiello (Rettrice dell'Università Ca’ Foscari Venezia), che ricorda come lo studio delle Digital Humanities sia apparso molti decenni fa sul suolo veneziano grazie alla comunicazione tra tecnici informatici e umanisti, ove grande merito ha avuto il lavoro del professor Paolo Mastandrea, confluito nel 2010 in un Master e poi in un progetto di eccellenza del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Segue l’intervento di Giovanni Vian (Direttore del Dipartimento Studi Umanistici dell'Università Ca’ Foscari Venezia), che pone l’attenzione sul significato di avere a disposizione per la ricerca attuale i mezzi digitali: in questo modo non si cambia semplicemente la modalità di circolazione delle fonti, ma si trasforma profondamente il modo di fare ricerca negli ambiti di studio, che diventa ancor più libero, democratico e interdisciplinare, moltiplicando le possibilità conoscitive delle memorie dei testi a nostra disposizione. Il suo pensiero è che le discipline umanistiche non siano destinate a un passato in via di estinzione, ma rappresentino invece una strada tutta da percorrere per essere rilanciate in termini di consapevolezza e patrimonio culturale (non solo in termini economici), per costruire un modello di conoscenza che restituisca il quadro di un mondo – il nostro – soggetto a grande trasformazione.

Conclude i saluti istituzionali Franz Fischer (Direttore del VeDPH), ricordando insieme il ruolo pionieristico di Venezia nell’applicazione, soprattutto in ambito latino, delle digital and public humanities, e le novità introdotte due anni fa con la nascita del centro VeDPH, che hanno contribuito ad accrescere la visibilità a livello internazionale nonostante le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria. Nello specifico, per quanto riguarda la letteratura latina, il VeDPH si occupa costantemente di software per la presentazione e preparazione di testi, oltre che risorse e adattamenti a un ecosistema dinamico sempre in cambiamento. Diventa necessario quindi riflettere sulle modalità di creazione delle biblioteche digitali, edizioni di corpora e network di conoscenze e risorse per migliorare la qualità e rendere i dati sempre più accessibili, fruibili e interoperabili. Fischer afferma che per sostenere questi lavori in Italia siano necessarie posizioni a lungo termine per i research software engineers e specialisti di digital data, dunque posizioni con prospettive di carriere accademiche, e collaborazioni non occasionali; insieme, bisognerà davvero abilitare l’interdisciplinarità nel campo della ricerca italiana.

Preservare, rinnovare: un progetto scientifico collettivo e allargato. La “galassia MQDQ

Ad introdurre i lavori è il professor Paolo Mastandrea (Università Ca’ Foscari di Venezia), ideatore del progetto Musisque Deoque (d'ora in poi MQDQ) insieme a Luigi Tessarolo, che esprime la necessità che questa macchina tecnologica, nata in modo artigianale e in condizioni di autarchia, venga oggi revisionata e ammodernata in modo notevole, soprattutto per ciò che riguarda il suo interno, affinché MQDQ possa dialogare con tutto il mondo, senza che la facilità del funzionamento per studenti e studiosi ne subisca danno. Motivo unificatore che coinvolge tutti i partecipanti alla giornata di studi è il desiderio di allargare e integrare queste grandi iniziative di digitalizzazione di testi latini, anche le più settoriali come quelle che riguardano i testi epigrafici o il Corpus Rhythmorum. Ma soprattutto, ciò che più strettamente unisce i diversi progetti, è l’attenzione nei confronti del testo letterario, in particolare nell’ambito della filologia latina, che Mastandrea ricorda essere considerata da Contini la madre di tutte le filologie. Il merito dei nuovi strumenti è dare la possibilità di possedere un corpus completo e apparati critici di immediata reperibilità rispetto al passato, permettendo agli studiosi di scrivere o ri-scrivere la storia della tradizione con mezzi senza pari che innalzano la qualità della ricerca ad altezze prima irraggiungibili. L’augurio è che questo incontro avvenga su un piano di accordo reciproco e spontanea ricerca comune tra informatici e umanisti, superando quelle difficoltà di rapporti che devono appartenere al passato.

La prima parte del convegno è dedicata alla “Galassia MQDQ”, comprensiva anche di Poeti d’Italia in Lingua Latina, Hellenika e Pedecerto. Martina Venuti (Università Ca’ Foscari di Venezia) ricorda come il VeDPH rappresenti la cornice entro la quale il progetto veneziano si muove per preservarsi e innovarsi costantemente, parallelamente alla collaborazione con l’Istituto di Linguistica Computazionale "A. Zampolli". La professoressa sottolinea ancora una volta come questo progetto comune, cioè la confederazione degli archivi di testi, permetterà di seguire il filo rosso della nostra tradizione testuale, rilanciando e rinnovando i sistemi e progetti già in vita rendendoli sempre più sostenibili. Martina Venuti presenta poi Luigi Tessarolo, colui che ha realizzato negli anni il sistema di MQDQ e gli archivi collegati. Negli ultimi mesi egli sta operando un passaggio di competenze ad un pool di persone, fra cui Angelo Mario Del Grosso, che sta raccogliendo il know-how per far sì che possa essere gestito, ma anche condiviso.

Angelo Del Grosso (ILC-CNR Pisa) presenta “Lavori in corso: trasferimento di competenze per una re-ingegnerizzazione”, illustrando in primo luogo i già menzionati componenti del progetto-galassia MQDQ, passando poi ad illustrare le cinque fasi seguite al fine di allestire testi in formato digitale:

  1. Preparazione dei testi in cui si affronta la codifica dei dati e metadati, condotta a partire da autorevoli edizioni di riferimento.
  2. Allestimento elettronico dell’apparato critico: ad oggi il 40 % dei testi codificati sono anche dotati di informazioni di apparato. 
  3. Database del sistema, poi sfruttato per l’interrogazione e restituzione del testo
  4. Arricchimento dei testi con l’analisi prosodica e scansione metrica
  5. Infine, i dati sono resi accessibili e interrogabili grazie a una applicazione web dove si può consultare il corpus indicizzato.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close Menu

Wow look at this!

This is an optional, highly
customizable off canvas area.

About Salient

The Castle
Unit 345
2500 Castle Dr
Manhattan, NY

T: +216 (0)40 3629 4753
E: hello@themenectar.com