Comunicato ufficiale

Lo Steering Committee di Humanities for Change (Francesco Venturini, Giorgia Cappellina, Damiano Pellizzaro, Francesca Leorato Boschi) ha deciso unilateralmente di escludere dal network il gruppo Bembus, che ora rischia di non esistere più

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Premesse

Humanities for Change è un network internazionale di studenti e giovani studiosi che intende riflettere sul presente e sul futuro delle discipline umanistiche. Ad oggi consta di un blog, di alcuni gruppi di lavoro e di account sui principali social network. Lo Steering Committee di Humanities for Change è composto da Francesco Venturini, Giorgia Cappellina, Damiano Pellizzaro e Francesca Leorato Boschi.

Bembus è un comunità internazionale di studenti, dottorandi e giovani studiosi che intende indagare le applicazioni informatiche ai fini dell'esegesi e della filologia dei testi letterari. È stato fondato da Marco Sartor ed è attualmente gestito da un Direttivo composto da Alessia Luvisotto e Irene Mamprin e comprende in totale undici collaboratori.

I fatti

Bembus è nato come gruppo di lavoro all'interno del network Humanities for Change e ha sempre continuato a farne parte fino all'esclusione per opera dello Steering Committee, avvenuta il 10 febbraio 2021. Nell'ultimo mese lo Steering Committee ha apportato una serie di importanti riforme atte a ridisegnare il volto di Humanities for Change. A seguito di ciò, ai collaboratori di Bembus non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte dello Steering Committee in merito al futuro del gruppo, sicché abbiamo dedotto che nessuna variazione coinvolgesse il nostro team.

Dopo aver constatato che in alcuni materiali ad uso interno non si faceva alcuna menzione del gruppo Bembus, abbiamo domandato chiarimenti allo Steering Committee con una comunicazione elettronica del 9 febbraio 2021, nella quale abbiamo chiesto di continuare a far parte del network Humanities for Change alle medesime condizioni dei mesi precedenti, senza avanzare alcuna nuova richiesta o pretesa. Il giorno seguente lo Steering Committee si è espresso annunciando la sua decisione unilaterale di escludere il gruppo Bembus dal network, senza avviare alcun tavolo di trattativa con i collaboratori e comunicando la cessazione del rapporto con un messaggio di posta elettronica.
Le ragioni dell'esclusione – citiamo dalla comunicazione ufficiale dello Steering Committee – "derivano essenzialmente dalle conseguenze del processo di radicale trasformazione interna che Humanities for Change sta attraversando in questo momento, e che ne sta fortemente modificando la struttura, le finalità future e l'organizzazione interna."

Cosa chiediamo

La decisione unilaterale dello Steering Committee pone a serio rischio l'esistenza del gruppo Bembus, che in questi mesi ha potuto contare sulla visibilità di Humanities for Change oltre che sul supporto dei suoi collaboratori per alcune mansioni (web editor, traduzione, promozione sui social). Nello specifico, la mancanza di personale specializzato e la visibilità alquanto limitata del gruppo rispetto a quella di Humanities for Change – che Bembus ha notevolmente contribuito a costruire nel corso di questi mesi – mettono in grave pericolo l'esistenza del gruppo e impongono, qualora sopravvivesse al di fuori del network, una sostanziale revisione di scopi e finalità.

I collaboratori del gruppo subiscono notevoli danni a seguito delle decisioni dello Steering Committee: ad essi è preclusa la possibilità di pubblicare articoli nel blog di Humanities for Change oltre che di realizzare eventi e video. Questo si ripercuote indissolubilmente sulla carriera accademica dei singoli, anche in vista di concorsi dottorali o di altri bandi dove tali attività sono oggetto di valutazione.

I fatti dimostrano che in questi anni il gruppo Bembus è stata la realtà più attiva e promettente all'interno di Humanities for Change. Il nostro evento ha visto la partecipazione di 270 persone in due sedute, di saluti istituzionali e di un elevato tasso di gradimento del pubblico (87/100). Come termine di confronti, basti pensare che l'evento parallelo organizzato dal gruppo Leonardo (diretto da Francesco Venturini) ha annoverato 30 partecipanti e un tasso di gradimento di 37,5/100. In aggiunta, Bembus è l'unico gruppo ad essere attivo nella pubblicazione accademica e a collaborare a svariati progetti di digital textual scholarship.

1

Chiediamo rispetto

Lo Steering Committee avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di comunicare subito agli interessati la propria decisione di escluderli dal network e non dopo una nostra richiesta di spiegazione.
2

Chiediamo dialogo

Crediamo nella forza del dialogo e della comunicazione, che sono le forme della democrazia, e non delle imposizioni o delle decisioni unilaterali dello Steering Committee, che sono invece espressione di un clima dispotico e autoritario. Per questo avremmo auspicato un tavolo di discussione.
3

Chiediamo di poter continuare a fare il nostro lavoro

Vorremmo continuare a far parte di Humanities for Change o, se non è possibile per comprovate ragioni, ricevere valide motivazioni e mettere a punto alcune exit strategies che siano frutto di una decisione congiunta fra le parti.

Chi ha fondato Humanities for Change ha sempre pensato ad una rete aperta e inclusiva, pronta ad accogliere ogni forma di collaborazione e partecipazione. Un luogo che i collaboratori possono abbandonare se non ne condividono i valori, se non si trovano a loro agio nelle relazioni o se reputano non sostenibile il carico di lavoro, ma in cui nessuno viene messo alla porta se non per validi e comprovati motivi in grado di arrecare danno alle attività del network o perché il suo progetto non è realizzabile o sostenibile. Noi non abbiamo chiesto a Humanities for Change di sostenere economicamente le spese di Bembus, né avanzato alcuna nuova richiesta. E siamo qui a manifestare le nostre perplessità di fronte ad un atteggiamento dello Steering Committee – quello della chiusura, del rifiuto, dell'esclusione – che non rappresenta in alcun modo i valori fondanti di Humanities for Change, il quale nell'ottica di chi lo ha fondato è programmaticamente aperto al mondo.

Chi ha fondato Humanities for Change ha pensato ad un network aperto a tutti. Non ci riconosciamo nel clima di esclusione e soppressione portato avanti dallo Steering Committee.

Bembus non vuole porsi al di sopra della Legge, ma intende esercitare i propri diritti e manifestare il dissenso in relazione alle decisioni prese dallo Steering Committee. Alcuni atteggiamenti che quest'organo ha assunto negli ultimi giorni appaiono a nostro avviso discutibili e poco professionali e certamente lesivi nei confronti dei collaboratori, i quali vedono notevolmente ridotte le opportunità di impegnarsi in attività che non sono viste alla stregua di svago o volontariato (come accade per la più parte dei collaboratori di Humanities for Change), ma che concorrono in modo determinante alla ricerca di un'occupazione.

Questa petizione, al di là della specifica situazione entro cui sorge, intende sensibilizzare lo Steering Committee verso una maggiore attenzione ai collaboratori e alle conseguenze delle proprie azioni su di essi, affinché non si verifichino più esclusioni unilaterali e autoritarie, in aperto contrasto con quell'ambiente inclusivo che è uno dei caratteri fondanti di Humanities for Change.

Perché firmare

In questi mesi di attività abbiamo fatto tanto, molto di più di tutti gli altri gruppi di lavoro diretti dagli altri membri dello Steering Committee:

  • abbiamo scritto 6 articoli per il blog di Humanities for Change, ciascuno disponibile sia in italiano che in inglese;
  • abbiamo realizzato un doppio seminario dal titolo "Filologia attributiva e analisi digitale dei testi letterari" finanziato dall'Università Ca' Foscari di Venezia;
  • collaboriamo all'implementazione di una banca dati di testi latini;
  • stiamo lavorando ad un'edizione digitale delle Rime di Giovanni Pico della Mirandola con EVT 1;
  • collaboriamo alla realizzazione di una serie di video della durata media di 10 minuti con professori di filologia italiana, caricati su YouTube e Facebook;
  • stiamo avviando Aldus 2.0, un progetto di pubblicazione accademica relativo alla testualità digitale.

Abbiamo fatto tutto questo gratis. E vorremmo continuare a farlo ancora in forma gratuita a beneficio della comunità. Ma la decisione di Francesco Venturini, Giorgia Cappellina, Damiano Pellizzaro e Francesca Leorato Boschi di escludere Bembus da Humanities for Change ce lo impedisce. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Firma ora la nostra petizione nei confronti dello Steering Committee per far in modo che Bembus continui ad esistere e ad offrire ad un pubblico vasto contenuti di qualità, sempre gratis e senza pubblicità: progetti digitali, articoli di blog e di riviste, recensioni, video, interviste, seminari, giornate di studi e molto altro.

Vogliamo continuare a fare il nostro lavoro, come abbiamo sempre fatto, e offrire un piccolo contributo alla divulgazione e alla ricerca. Per fermare la decisione dello Steering Committee che ce lo impedisce, abbiamo bisogno del tuo aiuto: firma ora!

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