La storia si fa digitale

Quali sfide deve affrontare la storia nell'era digitale? Ne parlano Deborah Paci e Dorit Raines con Tiago Luís Gil e Francesco Maccelli.

La rivoluzione digitale in corso ha posto le basi per una serie di nuove sfide e possibilità per tutte le discipline umanistiche, imponendo una ridefinizione urgente dei metodi di ricerca e di comunicazione tradizionali. Ma in che modo si è affrontato questo cambiamento all’interno delle discipline storiche? Di cosa stiamo parlando quando pensiamo alla storia digitale? Quali sono le acquisizioni che possiamo considerare consolidate e quali gli orizzonti ancora da esplorare? Attraverso la presentazione e la discussione di esperienze concrete, il webinar sarà uno spazio di riflessione su alcune delle attuali applicazioni della storia digitale, dall’uso dei big data nella ricerca storiografica alle problematiche legate all’archiviazione digitale e al ricorso alle tecnologie GIS nella resa narrativa della cartografia storica.

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Our team is comprised of genuinely gifted minds

CEO, Founder

Jamie Warren

Tiago Luís Gil è professore di storia del Brasile presso l’Universidade de Brasília. Ha condotto ricerche di storia economica dell’Antico Regime riguardanti il rapporto tra credito e fiducia. Dal 2009 è coordinatore del progetto “Atlas Digital da América Lusa”. È ricercatore CNPq e visiting professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia.

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Developer

Corey Williams

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Designer

Zachary Miller

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Art Director

Daniel Wilson

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UX Designer

Kara Lucas

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Marketing

Sophia Johnson

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Tra le varie urgenze sollevate dalla rivoluzione digitale degli ultimi decenni vi è anche la necessità di discutere sugli effetti che essa ha avuto nel modificare l’impostazione delle discipline umanistiche. Come hanno reagito gli storici ai cambiamenti legati alla diffusione massiccia delle tecnologie digitali e all’ampliamento delle possibilità metodologiche e comunicative che esse offrono? I discorsi sul digital turn portano talvolta a pensare che il processo di aggiornamento della storiografia sia così caotico e variegato che sia impossibile fare il punto della situazione. Molto spesso si utilizza l’aggettivo “nuovo/a” per riferirsi alla storia digitale e certamente a ragione, trattandosi di una branca relativamente giovane della storiografia, tuttavia ciò non ci deve far dimenticare che la digital history ha già generato i suoi primi frutti e sta iniziando a ritagliarsi uno spazio proprio all’interno delle università. Per questo sembra doveroso fermarsi a riflettere su un’impostazione che ha già mostrato di saper portare ad acquisizioni significative. Puntare il focus sui risultati della storia digitale attraverso esempi concreti è utile per valutare in maniera critica quale sia l’effettiva portata della sua influenza nel ridefinire la nostra idea di storia. L’obiettivo è innanzitutto quello di distinguere la metodologia di uno “storico con il digitale” da quella di uno “storico digitale”, secondo l’efficace espressione proposta da Serge Noiret. È sufficiente usare un motore di ricerca o un catalogo bibliografico online per definirsi storici digitali? Il secondo obiettivo invece è quello di capire a quali conclusioni porti questa impostazione storiografica. Le differenze sono radicali o sono integrabili con quelle che giungono da altre branche della disciplina? Cercheremo di rispondere a questi interrogativi facendo intervenire e dialogare i relatori a partire dai loro ambiti di ricerca. In particolare, ci si concentrerà in primo luogo sulle nuove possibilità offerte dall’utilizzo dei big data nella storiografia: un’impostazione computazionale è compatibile con altri strumenti interpretativi già sperimentati con successo dalla storiografia? Quali sono le possibilità offerte dall’analisi quantitativa di dati storici, ad esempio nel caso delle serie di tipo economico? L’attenzione si sposterà poi sulle sfide complesse poste all’archivistica dalla necessità di conservare un numero inaudito di dati, soggetti a svariati update nel corso della loro vita e per di più legati dall’interoperabilità. Infine, verrà discussa la potenzialità della tecnologia GIS: carte e mappe che consentano di rappresentare non solo la posizione ma pure la velocità e l’intensità di fenomeni storici possono essere un utile strumento per comprenderne al meglio la complessità?

Tiago Luís Gil è professore di storia del Brasile presso l’Universidade de Brasília. Ha condotto ricerche di storia economica dell’Antico Regime riguardanti il rapporto tra credito e fiducia. Dal 2009 è coordinatore del progetto “Atlas Digital da América Lusa”. È ricercatore CNPq e visiting professor presso l’Università Ca’ Foscari Venezia.

Francesco Maccelli è dottorando in Studi storici presso l’Università di Firenze e Siena, dove sta conducendo una ricerca sul rapporto tra tecnologia e lavoro in Italia con un’ottica di lungo periodo (1861-2011). I suoi campi d’interesse sono la storia del lavoro e della sua organizzazione e la storia del capitalismo e del pensiero economico.

Deborah Paci è docente a contratto presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, dove tiene la cattedra di storia digitale. I suoi interessi comprendono la storia del Mediterraneo, la storia intellettuale, gli Island studies e la Digital and Public History. È cofondatrice e direttrice della rivista elettronica “Diacronie. Studi di storia contemporanea”.

Dorit Raines è professore associato presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Insegna Storia della documentazione, Scienze archivistiche e Digital Humanities, su cui ha pubblicato numerose ricerche. Ricopre la carica di Presidente del consiglio del Sistema Bibliotecario di ateneo e coordina a Ca’ Foscari il progetto “The Venice Time Machine”.